Ieri alle 15, ero in giro per lavoro. In centro.
L'auto faceva uno strano rumorino che ho cercato opportunamente di ignorare, alzando il volume dell'autoradio. La mia fischiettante indifferenza è durata circa dieci minuti, finchè il cofano non ha cominciato a fumare e il servosterzo mi ha abbandonato.
Ho parcheggiato, inspirato, espirato, recitato Nam myōhō renge kyō (南無妙法蓮華経), reprimendo il mio urlo.
Sono entrata in una pasticceria e ho ordinato un tè alla marjuan, ehm, una tisana alle erbe e un cannolo siciliano.
Infine, mi sono recata ALL'OFFICINA (vi prego, provate a immaginare questa frase letta dal narratore del Secondo tragico Fantozzi).
L'officina, quella più vicina al centro, è gestita da due fratelli vagamente rassomiglianti a Obelix, magari non così grassi, e neanche con le trecce, ma sicuramente compatibili grammaticalmente con il famoso gallo. Il varcare quella soglia mi costa mediamente 150-200 euro.
Entro timidamente. Nessun saluto.
"Salve...sono rimasta a piedi a circa cinquecento metri da qui..."
"..."
"Praticamente...ehm...in pratica, il cofano ha cominciato a fumare, e non una Diana, come sta facendo lei, ah ah, ehm...il cofano fumava ma io non sapevo da dove si aprisse."
Sguardo truce, cinquanta euro in più in parcella per il passaggio.
"T'ai ve te?" (Vai tu?) fa finalmente il mio interlocutore al fratello.
Il fratello mi carica su un furgoncino, me ne sto raggomitolata contro lo sportello abbracciata alla mia borsa. Arriviamo all'auto, Fratello Obelix apre il cofano e borbotta una frase senza verbo che comprende le parole: cinghia di distribuzione, cuscinetti e pompa dell'acqua.
Fico, ho una pompa dell'acqua nel cofano. Mi capitasse di dover abbeverare il bestiame...
Liquidandomi con un criptico "Ti farò sapere", Fratello Obelix segna il mio numero di telefono sotto la F di Ford Focus, e mi compiaccio del fatto che non mi abbia segnato alla F di Ficus, distratto dal calendario esplicito appeso nell' "ufficio".
Insomma, l'epilogo è che sono a piedi. Ad interim.
Il bello di tutto ciò è che l'autobus inquina meno, come ho spiegato pazientemente alle bimbe, scaricate stamani alla prima fermata, dove ho passato il testimone a mia madre, salutando dal finestrino mentre proseguivo verso il lavoro.
E il bello è che c'è il sole, mi dicevo mentre passeggiavo amabilmente, respirando l'aria buona del traffico del mattino, lungo il chilometro che separa l'ufficio dalla fermata del bus, e sentendo le mie chiappe rassodarsi a vista d'occhio (non il mio, causa torcicollo, e nemmeno quello di altri, causa solitudine sessuale).
E il bello è che porta fortuna, mi dicevo mentre, scansando uno sputo di anziano tabagista, affondavo la mia nike in un escremento (invocando un soggetto del gentilizio materno, nella fattispecie lo zio, e un innocente quadrupede domestico che non è il gatto).
L'auto faceva uno strano rumorino che ho cercato opportunamente di ignorare, alzando il volume dell'autoradio. La mia fischiettante indifferenza è durata circa dieci minuti, finchè il cofano non ha cominciato a fumare e il servosterzo mi ha abbandonato.
Ho parcheggiato, inspirato, espirato, recitato Nam myōhō renge kyō (南無妙法蓮華経), reprimendo il mio urlo.
Sono entrata in una pasticceria e ho ordinato un tè alla marjuan, ehm, una tisana alle erbe e un cannolo siciliano.
Infine, mi sono recata ALL'OFFICINA (vi prego, provate a immaginare questa frase letta dal narratore del Secondo tragico Fantozzi).
L'officina, quella più vicina al centro, è gestita da due fratelli vagamente rassomiglianti a Obelix, magari non così grassi, e neanche con le trecce, ma sicuramente compatibili grammaticalmente con il famoso gallo. Il varcare quella soglia mi costa mediamente 150-200 euro.
Entro timidamente. Nessun saluto.
"Salve...sono rimasta a piedi a circa cinquecento metri da qui..."
"..."
"Praticamente...ehm...in pratica, il cofano ha cominciato a fumare, e non una Diana, come sta facendo lei, ah ah, ehm...il cofano fumava ma io non sapevo da dove si aprisse."
Sguardo truce, cinquanta euro in più in parcella per il passaggio.
"T'ai ve te?" (Vai tu?) fa finalmente il mio interlocutore al fratello.
Il fratello mi carica su un furgoncino, me ne sto raggomitolata contro lo sportello abbracciata alla mia borsa. Arriviamo all'auto, Fratello Obelix apre il cofano e borbotta una frase senza verbo che comprende le parole: cinghia di distribuzione, cuscinetti e pompa dell'acqua.
Fico, ho una pompa dell'acqua nel cofano. Mi capitasse di dover abbeverare il bestiame...
Liquidandomi con un criptico "Ti farò sapere", Fratello Obelix segna il mio numero di telefono sotto la F di Ford Focus, e mi compiaccio del fatto che non mi abbia segnato alla F di Ficus, distratto dal calendario esplicito appeso nell' "ufficio".
Insomma, l'epilogo è che sono a piedi. Ad interim.
Il bello di tutto ciò è che l'autobus inquina meno, come ho spiegato pazientemente alle bimbe, scaricate stamani alla prima fermata, dove ho passato il testimone a mia madre, salutando dal finestrino mentre proseguivo verso il lavoro.
E il bello è che c'è il sole, mi dicevo mentre passeggiavo amabilmente, respirando l'aria buona del traffico del mattino, lungo il chilometro che separa l'ufficio dalla fermata del bus, e sentendo le mie chiappe rassodarsi a vista d'occhio (non il mio, causa torcicollo, e nemmeno quello di altri, causa solitudine sessuale).
E il bello è che porta fortuna, mi dicevo mentre, scansando uno sputo di anziano tabagista, affondavo la mia nike in un escremento (invocando un soggetto del gentilizio materno, nella fattispecie lo zio, e un innocente quadrupede domestico che non è il gatto).
Vuoi un consiglio: Urlaaaaa!!!!!! E' tanto liberatorio :-D
RispondiEliminaok, ora hai una chance in piu': liberare il tuo tragico urlo sull' autobus.
RispondiEliminache poi io ti conosco, cavolo. quindi ti immagino pure.
(pero' vedi, polly ... tu devi ascoltarmi: con i tacchi la percentuale di suola di scarpa che puo' entrare in una cacca di cane e' decisamente inferiore a quella di una nike ... )
paola
è spassoso il rapporto che avete voi donne con le automobili
RispondiEliminaQuoto Serenamanontroppo: urlare fa bene.
RispondiEliminaChe bello! Recitiamo la stessa frase! ;-)
RispondiEliminaLaura
Ah, ah, dagli Obelix in poi è tutto uno spasso. Ma adesso ho capito. Il surrogato alle urla che dovresti emettere di fronte alle contrarietà a raffica è questo tuo scrivere. E a scrivere ci devi provare un gusto, ma un gusto...
RispondiEliminaDevo dire che ti sei anche contenuta troppo!!!a quando il giretto liberatorio nel bosco? anzi, potremo organizzare un raduno di mamme esaurite in piazza e piazzare un urlo comunitario! sai che soddisfazione! ;)
RispondiEliminaUrla e non reprimere...davvero.
RispondiEliminaOh mia cara...tutto ciò mi ha fatto ricordare quando mi è capitato la stessa cosa ma la macchina ha continuato a fumare finché si è INCENDIATA nel parcheggio di un supermercato in pieno centro creando una situazione di casino molto simile a una zona di guerra.
RispondiEliminaTutta la mia solidarietà
Marò, ma che sfiga cosmica!
RispondiEliminaSuggerisco di andare in un santuario, di quelli dove, previo pagamento e ritiro del numeretto, benediscono tutto, auto e moto comprese.
E i conducenti.
Io non ci credo, però male non fa.
Da queste parti c'è Caravaggio, dalle tue non so.
ma una roba tipo fare a pezzi i piatti vecchi? ogni tanto mi capita, ho diverse varianti. posso scagliarli con rabbia in un angolo o farli cadere con indifferenza catartica.
RispondiEliminaspetta spetta:
RispondiElimina"invocando un soggetto del gentilizio materno, nella fattispecie lo zio, e un innocente quadrupede domestico che non è il gatto"
siccome mi hai fatto perdere tempo per andare su wiki e scoprire che il latino non fa per me, io di solito utilizzo un'espressione che prevede una rappresentante femminile della razza bovina in fase materna accompagnata da notissima figura professionale che ha il compito di eseguire le sentenze di morte. tiè!
oddio, quanto ho riso!
Lu (coll'URL)
In qualità di figlia di ex meccanico, mi sento di spezzare una lancia a favore della categoria: è solo l'apparenza, ma poi un cuore ce l'hanno anche loro! Se poi vogliamo parlare del maschilismo ben radicato nei peli delle loro braccia, eh bhe, questo è un altro discorso.
RispondiEliminaRagazza, mi spiace per la sfiga. E ti fa comunque onore il fatto di riuscire a trovare qualcosa di positivo nel fatto di usare il bus.
Una pacca sulle spalle, che male non fa!
Recati al più presto in collina, magari in un'arena naturale, per cacciare l'urlo più forte della storia :)
RispondiEliminaIo una volta l'ho fatto, ti garantisco che funziona!!!
complimenti x il modo spassosissimo in cui racconti le tue vicissitudini...anche se non deve essere simpatico rimanere a piedi con l'auto :)
Baci!
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiElimina@daydreamer: a piedi con l'auto ci sono rimasta così spesso che ormai la prendo con filosofia...
RispondiElimina@yaya: che culo che hai ad avere il babbo meccanico. io sogno di trovare un fidanzato meccanico che mi liberi da questi impicci!
@lucia: ci ho pensato una vita, vacca boia ;)
mi veniva: mucca notaia, giumenta assassina...io invece dico sempre zio cane o zio cantante e mio fratello si arrabbia sempre perchè si sente LO zio per eccezione!
@maggie: io ho trovato mooolta soddisfazione nello spaccare gli adorati piatti in ceramica del donatore davanti ai suoi occhi.
@dalle8: è che quei "raduni" mi fanno venire un po' di claustrofobia, sembrano una fila in tangenziale...
@aspi: eh, mi ricordo! ma a me non si è incendiato nulla, stavolta.
@bis, roccia e serena: aaaaaarghhhhh
@bradipo: che ne dici di un flash mob di madri isteriche? dove vivi? molto lontano? sarebbe fico, no?
@alberto: infatti stamattina avevo davvero bisogno di scrivere, è stato un po' come urlare. però mi serve uno sfogo più fisico del digitare.
@clay: è spassoso vedere che quando sono in panne arriva sempre un uomo con aria scafata a soccorrermi. ieri era un tale con un alito che non ti dico.
@paola: hai ragione, ma ci pensi a un chilometro, al freddo, sul tacco???ora ti chiamo.
@lauracanta: in realtà io non la recito, l'ha insegnata il donatore alle bimbe che a volte me la ricordano! :)
Ma non è che hai ordinato un cannolo alla marijuana e un te' alle erbe?
RispondiEliminama dove sei entrata? alla boutique del freno a disco? massima comprensione sorella, mi è capitato quest'estate sulla strada per la montana. Due volte. Perchè la fortuna è cieca, ma la sfiga per non sbagliare ha guardato due volte
RispondiEliminaChe c..o, opss ma come sei sfortunata!!
RispondiEliminaSe sei così tanto sfortunata che te ne capita una dopo l'altra spero che tu sia fortunata almeno sull'amore!!!
RispondiEliminaFammi sapere se ho indovinato!
buona serata, Tomaso
diciamoci che porta fortuna :)
RispondiEliminasulle officine ho questo nanetto http://lagallina.splinder.com/post/9549548/come-da-topic
:)
aspettavo il post dell'urlo eseguito... ;-)
RispondiEliminama te la aggiustano? e spero che ti costi poco, il giusto,zio cane.
RispondiElimina@fizzi: minimo 500 euro, zio cane.
RispondiElimina@strilly: magariiiii!
@close: vado a leggere!
@tomaso: seeeee! sfigata in tutto e per tutto.
@kriegio: :(
@quagliareturns: in questi casi un uomo sarebbe così comodo!
@mr tambourine: un cannolo, ih ih! ci ho messo un week end a capirla! :)
hahahahhah sei uno spettacolo.. poteva andare peggio.. pensa se avevi i sandali.. ;-)
RispondiEliminaLo sai che pestare le merde porta buono!
RispondiEliminaGioca al Superenalotto così poi ti compri la Rolls.
In privato ti raccnterò cosa ho combinato con la macchina...in privato però...
RispondiEliminaNn ci posso pensare Che tutto questo ti è capitato il giorno del mio compleanno.
@mc: non lo sapevo, auguriiiii!
RispondiEliminatutto questo? devi sapere che venerdì mi sono recata in stazione e ho scoperto che c'era lo sciopero dei treni, l'unico soppresso era il mio. ho macinato un km per prendere l'autobus e me lo sono fatto scappare. e mentre singhiozzavo su una panchina, le bimbe erano abbandonate a ginnastica artistica, a 20 km di distanza. avrei voluto morire.
poi mi racconti cos'hai combinato tu, spero di vederti prestooooo! (io questo w.e. vado da paola!!!)
@mdims: 'na fortuna sfacciata!!!
@manu: al peggio non c'è limite...
Forse ha trasposto male il tempo. Il mio comple era venerdì ma vedo che pure venerdì non è andata poi così male...cmq mi sono presa UN INTERO GIORNO DI FERIE!!!! Una libidine! Che bello che vai da Paola! Portale la musica giusta e andate per un'oretta a urlare FORTE insieme!!!
RispondiElimina@mc: bravissima per le ferie!
RispondiEliminainvece a noi è saltato ora il week end in campagna per le sfighe che perseguitano me e paola! pazienza! :)
ecco sono ancora persa nel tuo blog ....ho letto questo post e ci ho trovato del Daimoku....niente è per caso....Buona fortuna ....leggendoti mi è venuto in mente un gosho sulla buona fortuna...un abbraccio
RispondiElimina